"Mai un disco uguale al precedente" non è un auspicio ma la dichiarazione di intenti di questa band norvegese che effettivamente dalla propria nascita ad oggi ha saputo scavare nelle diverse anime della musica, dal black metal degli esordi (1994) sino a giungere all'ambient rock di Shadows of the Sun.
In mezzo poi c'è il folk, il trip hop, l'elettronica degli album precedenti che purtroppo non conosco, ... per il momento ;-)
L'aria che si respira è tutt'altro che tetra ma intimista e visionaria. Mi ha sorpreso la "delicatezza" delle trame musicale che sono l'antitesi della potenza, sensazione strana se si pensa ad un gruppo rock.
Dominano le trame di pianoforte, armonie di rara bellezza e semplictà, rappresentano la nostra "guida" per l'intero album, su questi si innestano tappeti di archi, qualche fiato e la bella voce di Kriss Rygg (aka Garm).
Convertino e Lucalosvizzero
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