Qui parliamo di un gran bel disco che può essere ascoltato da una ampia fascia di pubblico.
Trattasi di rock "intimista" direttamente imparentato con quello dei DredG, sia per le atmosfere sia per la capacità di creare fronti sonori belli corposi.
Tra le righe si colgono anche influenze di Cure e Joy Division. Le sonorità sono decisamente in stile '80: le tastiere sono utilizzate non tanto come tappeto sonoro ma per dar forza e volume alla musica, teoria di per se "pericolosa" perchè rischia di rendere il tutto eccessivamente "impalpabile", ma il sound trova il giusto equilibrio grazie alla potenza della sezione ritmica, elemento che sta diventando una sorta di marchio di fabbrica per molti gruppi italiani.
Just in case we'll never ... è il terzo disco per la formazione laziale: sicuramente rientrarà fra i miei best 20 del 2008. [7.5/10]
Lucalosvizzero
Klimt 1918 su Wikipedia
Klimt 1918 su Myspace
| < Prec. | Succ. > |
|---|









