Seconda ed ultima parte per ascolti e ri-ascolti dei Suonati sul finire dello scorso anno. Dove non diversamente specificato il merito (o il demerito) di quanto scritto va tutto a Lucalosvizzero.
La redazione
THE KILLERS - SAWDUST (2007)
Questo terzo lavoro non è un vero e proprio disco ma una raccolta di inediti e di B-sides, eppure mi convince e coinvolge più dei precedenti, malgrado io abbia dei pregiudizi nei confronti dei gruppi mainstream (ma non vi hanno ancora stufato?) e di solito non mi trattenga dal criticare chi si ispira al sound degli anni '80 (vedi ultimo dei Bloc party).
Eppure nel caso di Sawdust mi tocca fare un'eccezione: è ben suonato, scorre fluido, ti fa venir voglia di ballare. Il punto di forza sono le composizioni, come nel caso del singolo Tranquilize: con lo zampino di un tale chiamato Lou Red non poteva essere altrimenti.
Quando i The killers schitarrano si sente che fanno sul serio: ci credono e per questo meritano la nostra fiducia.
EINSTURZENDE NEUBAUTEN - ALLES WIEDER OFFEN (2007)
Nel prendere fra le mani un nuovo disco degli E.N. ci vuole molto rispetto: hanno determinato la storia e le origini del movimento industrial all'inizio degli anni '80 quando destrutturazione, nichilismo, alienazione erano all'ordine del giorno.
Negli ultimi quindici anni la formazione capitanata da Blixa Bergeld (ex Bad seeds, la backing band di Nick Cave) ha cambiato rotta lasciando la sperimentazione per le forme più definite dell'elettro-pop.
Questo ultimo disco è spettacolare, non riesco a trovare altre parole. E' fatto di momenti, situazioni, atmosfere pinkfloydiane: lo senti ed è come esserci dentro e vivere un sogno che segue percorsi multipli; da qui nasce la sua ampia portata. Allo stesso tempo è difficile codificarlo, va ascoltato e basta.
Alles wieder offen è autoprodotto e sponsorizzato in toto dai fans che hanno donato anticipatamente somme di denaro alla band; in cambio gli E.N. hanno permesso di scaricare i frutti della progressione del lavoro e della sperimentazione. La mole di tracce generata è stata notevole e solo una piccola parte è confluita nel disco.
Su un recente Rumore è stata rilasciata da Bergeld un'intervista in cui si è parlato anche della genesi di alcuni brani. Si scopre ad esempio che per Weil weil weil gli E.N. hanno utilizzato il sistema Dave: ogni componente pesca alcune carte in un mazzo da 600, ognuna collegata ad uno strumento che verrà così utilizzato nella composizione del pezzo.
CALEXICO - TOOL BOX (2007)
Sono tornati (ed io con loro): e' dal tempo di Garden ruin che avevamo interrotto i contatti. Forse però è meglio cominciare dall'inizio.
Parlo dei Calexico, di cui appunto ho già parlato: alcuni di voi sapranno che le melodie di questo gruppo mi hanno stregato il cuore; riprovo ora a scrivere qualcosa più o meno dai tempi di Garden ruin, un lavoro che ha fatto storcere il naso ai puristi, a chi sin dall'inizio li aveva scoperti ed apprezzati per le sonorità desertiche, un pò morriconiane, quasi visive se mi è concessa la definizione.
Come ho letto di recente in un bell'articolo, ci avevano abituati ai cactus mentre lì c'erano primule rosse di facile ascolto.
Io voglio difenderli: se avessero continuato per quella strada magari il successo globale non sarebbe mai arrivato a scapito forse della loro stessa esistenza artistica; e invece ecco che raggiunta la fama hanno sfornato della musica autoprodotta fatta in casa con dovuta tranquillità ed allo stesso tempo con consueta caparbietà e convinzione.
Il risultato è lo splendido album Tool box, che propongo all'ascolto per poter apprezzare la band come merita; un brano su tutti, Hair like spanish moss.
Sono sicuro: chi non li conosce ancora sarà piacevolmente sorpreso; gli altri invece esulteranno per il ritorno.
Bukowski
DOWN - OVER THE UNDER (2007)
Terzo album per gli americani Down, band (forse meglio dire progetto) fondata nel 1991 da Pepper Keenan (Corrosion of conformity) e Phil Anselmo (ex Pantera).
Over the under arriva dopo non poche difficoltà incontrate dal cantante per problemi di salute (tossicodipendenza ed altro) e per il trauma seguito alla morte dell'amico chitarrista Dimebag Darrell (Pantera, Damageplan) ucciso durante un concerto nel dicembre del 2004.
Il disco veicola un'energia incredibile, è monolitico, cavalca l'onda classica del trash sapientemente amalgamata con il doom ed il grunge percepibile nella voce Phil Anselmo (che quasi non riconoscevo).
I presupposti per un buon rock ci sono tutti, anche se dopo mezz'ora di ascolto il problema che si riscontra è di un certo affaticamento.
PET SHOP BOYS - DISCO 4 (2007)
Neil Tennant e Chris Lowe, ovvero i Pet shop boys, dopo la carriera stratosferica degli anni '80 ciclicamente tornano a far parlare di sé, come nel 2006 con l'ottimo Fondamental ed ora con questa raccolta di cover Disco 4 in cui c'è spazio anche per due singoli inediti, Integral e I'm with stupid.
Reinterpretazioni di gran classe le loro con Sorry di Madonna, Read my mind dei Killers, Walking on thin ice di Yoko Ono, Hallo spaceboy di David Bowie ed altre.
Kaisersouza
ORB - U.F. ORB (1992)
Storico terzo album degli Orb, gruppo cui è attribuita la nascita della chillout music, non un vero e proprio genere ma quasi un'atmosfera che si ispira alla ambient ed alla new age. Molti hanno definito la band di Alex Paterson (ex rodie dei Killing Joke) la versione tecno dei Pink Floyd, un paragone tutt'altro che azzardato se si pensa al successo ed allo spessore artistico di questo progetto. Musica surreale, a tratti inquietante e visionaria, ipnotica, con tutti gli elementi per catturare l'ascoltatore.
Kaisersouza
GODFLESH - PURE (1992)
Uno dei gruppi storici assolutamente da riscoprire: a loro si debbono i primi impulsi della musica industrial nel metal.
La band scioltasi nel 2002 era capitanata da Justin Broadrick che insieme al batterista Ted Parsons (ex Godflesh e Prong) nel 2003 ha dato vita al progetto Jesu.
Pure non è semplice da codificare: è un capolavoro, va assimilato e rielaborato; la produzione e gli scarsi mezzi non riescono ad indebolire una struttura pesante e monolitica, anzi, portano al vivo l'ossatura usata poi da gruppi come i Fear factory.
E' un disco paranoico, claustrofobico e nel contempo di incredibile varietà ed apertura; chi è venuto dopo non ha saputo aggiungere molto altro a quanto potete ascoltare qui e negli album precedenti della band.
Convertino e Lucalosvizzero
Q AND NOT U - POWER (2004)
Hanno esordito nel 2000 con l'ottimo No kill no beep beep, sono veri cavalli di razza, non a caso fanno parte della scuderia Dischord (Fugazi) con il rischio di diventare una band cult.
Il loro sound è imparentato con il funky dei primi Bloc party e dei nostri Disco drive ma con la capacità di spaziare verso il pop ed il punk senza mai intaccare il gusto per le armonie o diventare banale. Musica di classe, non c'è che dire.
ANTON FIER - DREAMSPEED & BLIND LIGHT (2003)
In più occasioni ho sottolineato la mia scarsa competenza in materia di musica elettronica, questo però non vuol dire che non la apprezzi, anzi.
Se poi i confini non sono ben definiti e i personaggi strani (come il batterista Anton Fier appunto, ex Pere ubu) e c'entra la casa discografica Tzadik di John Zorn, allora mi butto senza remore.
Dreamspeed e Blind light sono due album dei primi anni '90 ristampati nel 2003: fanno parte del progetto le cantanti Phew e Makino Kazu (Blonde redhead), i bassisti Bill Laswell e Bootsy Collins, il chitarrista Buckethead.
Si va dal trip hop all'ambient riuscendo a rimanere ancorati ad un linguaggio bello corposo come quello del rock. In due parole direi visionario e suonato sino all'ultima nota, come nel caso dell'incredibile solo di basso appena percepibile in The absence of time.
Convertino e Lucalosvizzero
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