Febbraio è un mese rock con le attese uscite di molti gruppi giovani in cerca di conferma: Bloc Party, Kings of Leon (in realtà è il terzo per loro), Clap Your Hands Say Yeah.
Ad eccezione dei Kings of Leon, gran bel disco il loro, le cose non sono andate troppo bene, secondo il mio opinabilissimo parere; in parte la responsabilità è anche dei media, ansiosi di scoprire i nuovi Beatles e di far nascere nuove tendenze, caricano di responsabilità questi ragazzi, sicuramente bravi, ai quali però manca "la proprietà del linguaggio": abili nelle citazioni musicali, ma senza la più pallida idea di cosa o chi stiano citando.
La conseguenza è che dischi come Music for witches and alchemists dei Fern Knight passano in secondo piano, mentre meriterebbero ben di più, poi non si venga a dire "non esce mai niente di nuovo" ;-)
KULTUR SHOCK
We came to take your jobs away
Band multietnica capitanata da Gino Yevdjevich (nato a Sarajevo): americani, bosniaci, bulgari ed anche un bassista giapponese. We came to take your jobs away è il loro terzo album e continua il percorso intrapreso nel 2001 con l'album d'esordio Fucc the i.n.s.: fondere nelle sonorità balcaniche il rock ed il punk: chitarre taglienti e melodiche, cantato e atmosfere veramente bizzarri. La memoria corre ai Gogol Bordello che hanno proposto alla band la creazione di un festival balcan-etno-punk itinerante.
CLAP YOUR HANDS SAY YEAH
Some loud Thunder
Secondo album per gli americani Clap Your Hands and Say Yeah di Alec Ounsworth, qualcuno direbbe l'album della verità. Per non sbagliarsi la band è rimasta sulle stesse sonorità dell'omonimo disco di esordio. Ottime canzoni in bilico fra rock e pop con marchio Talking Heads, specialmente per quel che riguarda il cantato: Alec sembra veramente David Byrne in tutto e per tutto. Il disco mi è piaciuto, scorre bene, il problema arriverà quando Byrne deciderà di rispolverare i Talking Heads ;-)
COOPER TEMPLE CLAUSE
Make this your home own
Terzo album per questa band inglese, il primo senza il bassista Jonathan Hammond, approdato nei Dirty Pretty Things. Rimane da stabilire quanto la sua assenza pesi nell'economia generale della band che con il nuovo album ha scelto un percorso pericoloso, quello della fusione di rock, pop ed elettronica: forse troppo duro per chi ascolta pop e troppo leggero per i rockettari. Dentro ci si trova dai Depeche Mode ai Queen ai Beatles. La sfida è lanciata, certo è che le melodie e specialmente i cori ti "entrano" subito, meglio però non far confronti con i precedenti lavori.
BROMHEADS JACKETS
Dits from the commuter belt
Band capitanata da Tim Hampton nata a Sheffield, cioè nella terra degli Artic Monkey con i quali condividono parecchio a livello musicale, se non fosse che i Bromheads Jackets hanno un piglio più punk, taglio che me li rende particolarmente simpatici. Hanno energia da vendere e una batteria così secca e istintiva da catturare chi li ascolta e catapultarlo indietro almeno di qualche decennio.
COLD WAR KIDS
Robbers & Cowards
Rock, pop e tanto blues, queste le influenze dei Cold War Kids, band californiana giunta al primo disco dopo l'Ep di esordio Mulberry Street. Non mi va di gridare al miracolo comunque raro di questi tempi, ma è un gran disco: belle canzoni, intense, vissute e ottimamente suonate.
MARK KOZELEK
Little drummer boy live
Kozelek ha militato nei Red House Painters, negli ultimi lavori si era dedicato allo studio di cover (da J. Denver agli Ac/Dc), qui lo troviamo in versione live: Mark voce e chitarra in coppia con Phil Carney (chitarra). E' una versione acustica, impressiona l'atmosfera che si respira: poetica ed onirica allo stesso tempo. Le chitarre acustiche danno un taglio decisamente new age, mi viene in mente la tecnica di William Ackerman, il resto è la voce di Mark. Per ascoltare "Little drummer boy" serve un pò di attenzione, meglio se in cuffia e al buio ..
PAOLO FRESU
Things
Ultima fatica per il grande trombettista italiano Paolo Fresu, qui in duo con il pianista Uri Caine. E' un disco colmo di standards ad effetto che vanno da Gershwin a Miles sino a Mina e ai Monk. Il livello è impressionante, piacerà anche a chi non ha troppa confidenza con il jazz. Fresu e Uri Caine saranno in concerto a Torino: assolutamente da non perdere.
THE GOOD THE BAD & THE QUEEN
The good the Bad & The Queen
Supergruppo di Damon Albarm. Ha ricevuto una ottima recensione da parte della stampa specializzata, ad esempio su Rumore
BLOC PARTY
A weekend in the city
Di A weekend in the city se ne è parlato in una news che potete trovare Qui.
ALKALINE TRIO
Remains
In attività dal 1998, conosciuti per il loro particolare amore nei confronti di tutto ciò che è dark. Li avevamo lasciati nel 2005 con l'ottimo Crimson ed ora ritornano alla grande con il nuovo album: Remains. Punk melodico il loro, vicino ad Offspring, Bad Religion e Green Day, quindi scuola e tradizione americana.
FERN KNIGHT
Music for witches and alchemists
E' un gruppo di Philadelpia guidato dalla voce di Margie Wienk. Come Fern Knight questo è il secondo album. L'area musicale è gotica, possono ricordare Joanna Newsom e Hanne Hukkelberg ma a differenza loro riescono ad esprimere un sound completo e ben suonato, a partire dalla sezione degl archi. Music for Witches and Alchemists è un lavoro stupendo in cui voce e musica si fondono con una intensità unica.
GOSSIP
Standing in a way of control
Terzo album per gli americani Gossip, guidati dalla cantante Beth Ditto. La loro musica miscela punk, funk & soul, con lo sguardo rivolto a certe sonorità anni '80 che in questo caso non guastano proprio.
IDLEWILD
Make another world
Band rock scozzese che arriva dalla metà degli anni '90. Hanno influenze importanti, dai REM ai Nirvana, ma in fondo propongono rock diretto, semplice, piacevole anche per chi non ha le orecchie troppo abituate ai suoni aggressivi.
NORAH JONES
Not too late
Lavoro molto atteso per la cantautrice americana edito dalla Blue Note il cui stile in qualche maniera entra anche nel disco.
AVION TRAVEL
Danson Metropoli - Canzoni di Paolo Conte
La band capitanata da Peppe Servillo si è trasformata in un quartetto e sinceramente penso che la musica abbia guadagnato in efficacia. In questo nuovo lavoro gli Avion realizzano un sogno: reinterpretare alcuni brani di Paolo Conte. L'autore astigiano ha partecipato attivamente al progetto: sua la copertina e la voce in Elisir (in ascolto), in coppia con Gianna Nannini. Il risultato finale è qualcosa di personale, in stile Avion Travel: equilibrato, delicato, avvolgente.
BRAND NEW
The devil and God are raging inside me
Terzo lavoro per la band americana, il precente e positivo Deja Entendu risale a tre anni fa. In questo nuovo disco c'è la ricerca di atmosfere sull'esempio di gruppi come A perfect Circle, DredG o Twilight Singers, pur stando a debita distanza dalla loro tensione interiore. Il risultato scorre bene, ben suonato, facile da ascoltare anche se musicalmente articolato. Vi consiglio un volume "adeguato" dello stereo: è quel tipo di musica che ti avvolge.
KINGS OF LEON
Because of the timesS
I Kings of Leon sono un gruppo assai particolare formato da tre fratelli ed un cugino, condotti dalla voce di Caleb Followill, fra le più interessanti in circolazione. Nelle mie orecchie risuona ancora Milk, del bellissimo precedente album Aha shake heartbreak. L'attesa è alta oltre che per i precedenti anche per capire qualcosa di più sul futuro di quest'area particolare del rock, vista anche la prova non proprio convincente dei Bloc Party. Because of the times segna un passo in avanti nella loro musica: è meno diretto e melodico ma non fatevi ingannare, non sono le idee che mancano, anzi. Quello che impressiona è la svolta verso sonorità rock: le chitarre entrano ed escono dalla scena non più come semplici "coloriture" ma come veri pilastri delle composizioni. I Kings of Leon secondo me hanno fatto un gran bel centro, speriamo che altri decidano di seguire la strada del rock "suonato", che guarda ovviamente ai '70 ma con un occhio puntato dritto ai '90.
KLAXONS
Myths of the near future
L'ondata anni '80 continua con gli esordienti Klaxons (terzetto), che sono riusciti a far parlare di loro (grazie al passaparola in Internet) in quanto fondatori del movimento "new-rave", anche se non è del tutto chiaro cosa sia. Meath of the near future è un bel disco: i brani sanno di pop, orecchiabili al punto giusto, ben corredati di bassi synth.
ROB CROW
Living well
Terzo album solo per il chitarrista e cantante dei Pinback, particolarmente attivo e dalle facili collaborazioni (vedi con Ladies, ex degli Heavy Vegetables). Liwing well è un disco di ballate rock, con influenze Brian Eno, Eels, Curt Cobain. Niente di nuovo verrebbe da dire, in realtà è un bel lavoro, ben suonato dagli arpeggi intricati della sua chitarra.
Nel nostro Jukebox questo mese abbiamo avuto la possibilità di ascoltare anche alcuni dischi imperdibili, pur non essendo nuove uscite; spero di fare una cosa gradita segnalandoveli.
DIRTY DOZEN BRASS BAND
Medicated Magic
Ogni tanto è opportuno andare a pescare dal passato, anche se non troppo remoto. La Dirty Dozen Brass Band ha quasi trent'anni di attività sulle spalle, è una sorta di big band formata da ben 11 componenti, con grande prevalenza di fiati. Miscelano il jazz (specialmente il New Orleans), il blues, il soul, il tutto con una forza incredibile. Molti brani di questo disco li avrei visti bene nella colonna sonora dei Blues Brothers. In Ruler Of My Heart la voce è di Norah Jones, una dei tanti ad aver collaborato con la strepitosa band (Dr John, Dizzie Gillespie).
DEERHOOF
Friend opportunity
I Deerhoof sono un gruppo assai particolare: riescono a creare convivenze "impossibili" fra garage, punk, progressive (?) (e fin qui niente sarebbe), con un cantato a mò di filastrocca (sì, avete letto bene) e con un gusto spiccato per le dissonanze. Se il tutto potrebbe suonare "strano", anzi, lo è, i nostri hanno a favore una buona dose di gusto. Resta all'ascoltatore armarsi di un pochino di pazienza e provare ad entrare nel loro mondo dei sogni. Ringrazio Cupevampe per la segnalazione.
DEVIL DOLL
Dies Irae
Quella dei Devil Doll è una scoperta recente, avvenuta grazie alla segnalazione di Salvatore (www.doxaliber.it). Una grande scoperta musicale con una storia interessante (meglio sarebbe usare il plurale, visto che oltre alla formazione con base a Venezia ne fu creata una parallela con sede a Ljubljana), a dir poco inusuale ed intrigante. La cosa che colpisce è che stiamo parlando di un progetto italiano che si è animato a partire dal 1987 sino al 1997 (anno in cui se ne perdono le tracce), ideato da un fantomatico personaggio: Mr. Doctor. Il vero nome di questo artista ( veneziano ?) è tutt'ora noto ai soli collaboratori. Cinema, letteratura, arte e musica si rincorrono e si completano. Musicalmente i Devil Doll sfuggono alle etichette: gusto per il dark, il progressive, l'opera e la musica classica. La loro biografia la potete trovare sul sito ufficiale:www.devildoll.nl/bio2.html.
Lucalosvizzero
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