Aprile è stato un mese pregno di uscite discografiche, a partire dal gradito ritorno dei Dinosaur Jr (Beyond) di J. Mascis e dagli Stooges (The Weirdness) di Iggy Pop, due splendidi dischi; fra i giovani colpiscono nel segno gli attesi Arctic Monkeys Favorite worst nightmare: hanno già battuto ogni record di vendite) ed i Maximo Park Our earthly pleasures: un album più maturo di A certain Trigger.
E come la mettiamo con Requiem dei Verdena, Rykestrasse 68 di Hanne Hukkelberg o Flight of the bass delegate dei Jai-Alai Savant? Bisognerebbe avere il portafoglio pieno zeppo per permettersi tutte queste primizie, e i dischi dovrebbero costare di meno..
Ringrazio Convertino, Milestones, Cupevampe e Lixia per la collaborazione: grazie a loro questo appuntamento mensile si arricchisce e permette di spaziare su più generi musicali.
FEIST - The reminder
Leslie Feist è canadese e si è fatta apprezzare per aver "prestato" la sua splendida voce a Kings Of Convenience, Placebo (la band punk canadese), Broken Social Scene. The reminder è il quarto album solista: voce a parte, mi ha colpito profondamente per l'interpretazione e per la musica che si fatica ad ingabbiare in un genere ben preciso.
Bello tutto l'album a partire da The water, il mio brano preferito. Le coordinate musicali sono quelle di Cat Power e Norah Jones.
Wikipedia: Feist
MAXIMO PARK - Our earthly pleasures
Band capitanata dal frontman Paul Smith. Considerando che Missing song (2006) è un album di B-Sides, Our Earthly pleasures è il secondo lavoro per i Maximo Park, la prova del fuoco che ultimamente ha visto inciampare molti emergenti (Franz Ferdinand e Bloc Party su tutti), resa ancora più pesante dal confronto con l'ottimo A certain Trigger. Per non sbagliare i Maximo Park hanno scelto di allontanarsi un pò dalle sonorità iniziali ('80) dando spessore all' interpretazione, all' armonia e all' orchestrazione, scelte che lasceranno perplessi i fans della prima ora: beh, a qualcosa bisogna rinunciare no?
PINO DANIELE - Il mio nome e' pino daniele e vivo qui
Forse siamo un pò lontani dai fasti degli esordi ma in fondo fa sempre piacere ascoltarlo.
Mi hanno colpito gli arrangiamenti, praticamente perfetti, ed alcuni riff di chitarra nei quali esce la sua classe.
THE STOOGES - The weirdness
33 anni dopo Raw Power rispuntano gli Stooges di Iggy Pop. Che dire? Se si fa un confronto si nota che il terzetto è ben stagionato, si sente che manca di una qual certa "freschezza". Però il disco è rock sano, di quello che rimane e non smette mai di stupirti, nonostante sia solo rock.
Con Weirdness salgono a tre i dischi del genere assolutamente da avere: gli altri due sono di Steve Turner and His bad Idea e dei Grinderman di Nick Cave.
BEIRUT - Lon gisland
Lon Gisland non è ancora il seguito dello splendido Gulag Orkestar, forse fra i più bei dischi dell'anno scorso, ma è un EP con 5 brani inediti. Qui si respira un'aria differente, più introversa, anche le composizioni sono più complesse, quasi tutte centrate sulla "banda" di ben 8 componenti, parte integrante del progetto Beirut del giovane Zach Condon.
I pezzi sono tutti pregevoli e Lon Gisland contribuisce ad accentuare l'attesa per il nuovo lavoro.
BOBBY CONN - King for a day
Bobby Conn è un personaggio eclettico sotto tutte le angolazioni, dalla "bardatura" con cui si propone sino alla musica. King for a day è il suo settimo album, forse il più "normale".
C'è della logica nella sua follia: fonde qualsiasi cosa gli capiti a tiro (disco, pop, rock, glam) con un gusto impressionante. L'effetto è solo in apparenza eterogeneo: non sono semplici citazioni ma vere e proprie strutture, come nel caso del progressive anni '70 (Yes e Kansas), tema dominante del disco.
DINOSAUR JR - Beyond
Beyond vede il rientro nel gruppo di Low Barlow (basso) che per problemi con J Mascis (mi risulta non vada d'accordo neanche con se stesso) aveva abbandonato all'epoca di Bug (1989); per molti i Dinosauri si erano estinti in quel momento. In ogni caso la band da allora in poi prende le sembianze di J Mascis e in Beyond il suo marchio è ben riconoscibile (si è occupato anche della produzione).
Siamo davanti ad un piccolo capolavoro: è vero che non aggiunge molto rispetto al già dato ma ci trovate carrettate di riff di un gusto unico, un paio di assoli da pelle d'oca, come quello di Pick me up (quasi 3 minuti), lo spaziare dal rock più acido sino alle ballate intrise di Neil Young.
Ci tengo a sottolineare che il vero punto di forza di Beyond è il suo essere eterogeneo, segno che le idee non mancano e che c'è una nuova identità da riscoprire. A proposito di Pick me up (ma vale anche per It's me) non passa inosservato l'attacco in stile hard rock: sarei curioso di sapere se è un modo per citare gli anni '80 o uno sfizio di chi in quel periodo era troppo impegnato a gettare le basi di una rivoluzione sonora andando contro gli stereotipi musicali allora imperanti
NEIL YOUNG - Live at massey hall
Questo album appena uscito è un live acustico inedito, registrato nel 1971 dai fans in uno show a Toronto (da notare che è precedente al capolavoro del 1972 Harvest). Neil si accompagna alla chitarra o al piano, come in Journey Through The Past e See The Sky About To Rain.
La registrazione è strepitosa ed i brani sono veramente tutti belli; oltre a quelli già citati mi sono piaciuti Tell Me Why e Ohio. Se, come me, conoscete poco o affatto il grande Neil Young avete una buona scusa per colmare la lacuna.
THE JAI-ALAI SAVANT - Flight of the bass delegate
Trio americano multietnico con base a Chicago capitanato da Ralph Darden. Flight of the bass delegate è il primo disco ufficiale dopo l'ep Thunderstatement (2005). Ho letto parecchie recensioni, nessuna concorde sulle influenze musicali, un aspetto positivo che mi ha anche incuriosito.
Per me la radice è da ricercarsi nel folk sul quale riesconono ad innestare di tutto, dal pop al funky sino al punk. Un album leggero, diretto, semplice nelle composizioni, belle canzoni, che volete di più? Peccato siano venuti in tour in Italia a Milano a febbraio, prima dell'uscita dell'album.
ARCTIC MONKEYS - Favorite worst nightmare
Whatever people say I am, That's What I'm Not l'anno scorso ha infranto ogni tipo di record (1.000.0000 di copie vendute in 8 giorni), quindi non stupisce che il nuovo disco degli Artic Monkeys di Alex Turner sia il più atteso del 2007. Favorite worst nightmare è un piccolo gioiellino, ancora più fresco, diretto e rock del lavoro precedente che già mi era piaciuto.
La sensazione è che non abbiano la più pallida idea di cosa stiano facendo o citando musicalmente, ma forse è proprio per questo che lo fanno bene.
BLONDE REDHEAD - 23
Convertino ha parlato dei Blonde Redhead di In an expression of the inexpressible (1999), ora ritroviamo la band dei fratelli Pace e della cantante giapponese Kazu Makino con l'atteso 23.
La band ne ha fatta parecchia di strada dal lontano 1995 con l'omonimo album e suoni vicini ai Sonic Youth, evolvendosi continuamente per giungere alla sintesi rappresentata proprio da 23, il lavoro apparentemente più semplice e diretto della band.
Le atmosfere che ricreano sono magiche e rappresentano il fulcro del disco, come in The Dress e Sw.
HANNE HUKKELBERG - Rykestrasse 68
La fata norvegese torna dopo lo splendido Little Things, disco di esordio. La formula è ancora la miscela di jazz, pop, rock, elettronica ed è un altro centro. Album stupendo, onirico, dolce ed intenso. Di brani da citare ce ne sono moltissimi, ad esempio Pirate e Ticking bomb (con una pianola barocca a tessere la melodia). L'artista norvegese è stata in tour in Italia proprio in questi giorni (il 18 aprile a Milano), peccato non averla vista. Con Rykestrasse 68 Hanne ha vinto il grammy norvegese. Rimane da capire perchè l'album sia uscito a fine anno in Norvegia e solo ora in Italia: qualcuno dovrebbe spiegare ai discografici che esiste internet.
by Lucalosvizzero e Convertino
DOCTOR 3 - Jazz italiano live 2007
Trio atipico considerato di culto in Italia, i Doctor 3 (Fabrizio Sferra alla batteria, Danilo Rea al pianoforte e Enzo Pietropaoli al contrabbasso) ripercorrono brano dopo brano, secondo il proprio sentire, l'intero album Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band dei Beatles.
by Milestones
CANNED HEAT - Let's work together live
Fascia dura del blues anni 60, i californiani Canned Heat capitanati dal cantante e chitarrista Alan Wilson, nonostante abbiano suonato nei festival più importanti (inclusi Monterey e Woodstoock) non hanno mai raggiunto il meritato successo di pubblico.
Wikipedia: Canned Head
TARWATER - Spider smile
Duo tedesco in attività da ormai un decennio, fondono elettronica e pop in modo sublime, qualcuno definisce il connubio indietronica. Spider smile offre maggior spazio alla melodie pop che in passato. La voce di Ronald Lippock mi ricorda molto quella di Brian Eno, dentro poi ci trovo Depeche Mode e Velvet.
VERDENA - Requiem
Album stupendo e senza mezze misure Requiem, quarto lavoro degli italiani Verdena. Anche noi possiamo finalmente vantarci di avere i nostri Motorpsycho o Queens of the Stone Ages, se preferite. La scelta di cantare in italiano è mirabile e rende le cose difficili, ciò nonostante i Verdena riescono a piegare la lingua a vantaggio della musica senza penalizzare troppo i testi.
Di recente hanno rilasciato un'intervista a Rumore, dalla quale emerge una band che adora jammare (improvvisare), incredibilmente umile, perfezionista, affiatata. Ma quanti al loro livello di successo passano amcora tre sere alla settimana a provare in sala di registrazione?
Dischi meno recenti e qualche "classico" da riscoprire, molti li trovate in ascolto nel Jukebox di Suonati
CASINO ROYALE - Reale [2006]
Nove anni sono passati dallo splendido CRX (1997), da allora di cose ne sono capitate ai Casino Royale, la più significativa è stata l'abbandono del leader Giuliano Palma. Reale è uscito a ottobre 2006, accolto con molte aspettative e qualche pregiudizio (per l'assenza di Palma), specialmente da parte della critica. C'è il marchio di fabbrica dei Casino, certo non è innovativo, forse non aggiunge nulla, forse ha un che di già sentito, ma non dimentichiamoci che sono proprio stati loro a delineare il genere che propongono.
La produzione è stata affidata al geniale dj Howie B (vedi Snatch, inserito di recente nel jukebox): suoni non particolarmenti estrosi ma di classe che rendono Reale un disco raffinato
MODENA CITY RAMBLERS - Dopo il lungo inverno [2006]
Uscito a novembre del 2006, Dopo il lungo inverno è il primo lavoro senza il cantante Cisco egregiamente sostiuito da Davide "Dudu" Morandi ed Elisabetta "Betty" Mezzani; anche per questo si può parlare di album della svolta. Brani belli ce ne sono parecchi, i miei preferiti sono Oltre la guerra e la paura e Musica del tempo.
I Modena City Ramblers hanno vinto nel 2005 il Premio Amnesty Italia (PAI) dedicato agli artisti che meglio hanno saputo rendersi portavoce di temi sui diritti umani. Modena City Ramblers
WOLFMOTHER - Wolfmother [2006]
Trio australiano formatosi nel 2001, capitanato dal cantante e chitarrista Andrew Stockdale. Al momento Wolfmother è l'unico album che hanno pubblicato, escudendo l'EP d'esordio Dimension che in Italia risulta introvabile. Si ispirano ai grandi dell'hardrock anni '70, Black Sabbath su tutti ma anche Led Zeppelin e Deep Purple. Fin qui nulla di speciale: a lasciare il segno è il modo con il quale sono riusciti a rivitalizzare il genere. Il linguaggio usato è personale: certo le citazioni non mancano ma hanno una padronanza del genere pari ai maestri, hanno l'hardrock nel DNA. Wikipedia: Wolfmother
OZZY OSBOURNE - Live and loud [1993]
Ascoltando i Wolfmother la prima cosa che mi è venuta in mente sono stati i Black Sabbath, musa ispiratrice del gruppo. E' stata quasi obbligata la scelta di inserire un disco di Ozzy, cantante della prima formazione dei Sabbath (parliamo del 1970: ma quanti anni ha?) e rappresentante di una razza in via di estinzione: l'animale da palco ;-)
Live and Loud è datato 1993; nella line-up troviamo alla chitarra quel piccolo genio di Zakk Wilde, erede di Randy Rhoads, altra importante scoperta di Ozzy.
Wikipedia: Ozzy
MERCANTI DI LIQUORE - Che cosa te ne fai di un titolo [2005]
Non li conoscevo sino alla segnalazione di F nel post su Doxaliber: qualche piccola ricerca ed infine ho trovato il loro ultimo disco in sala di incisione su Emusic. Questo trio è influenzato da Fabrizio De Andrè oltre la semplice idea del modello: propone musica borderline fra canzone d'autore, poesia e teatro con studio, passione, reintepretazione ed elaborazione di un nuovo linguaggio.
SHUDDER TO THINK - Get your goat [1992]
Get your goat rappresenta un piccolo pezzo di storia della musica rock '90; gli Shudder to Think capitanati dal cantante Craig Wedren hanno investigato nell'area post rock cara ai Fugazi prendendo una direzione più "progressive": struttura dei brani post punk, suoni secchi e cantato giocato fra dissonanze e armonie, sempre in fragile equilibrio. Disco geniale, non avevo mai sentito nulla di simile prima di allora, peccato si siano sciolti qualche anno dopo (1997).
WITCH - Witch [2006]
Facendo quattro chiacchere con Convertino è spuntato il nome di J Mascis (Dinosaur Jr), da qui il passo verso i Witch è stato breve: è la band che lo vede impegnato addirittura alla batteria, sua vecchia passione. Witch è l'album di esordio: oltre a Mascis fanno parte del progetto Kyle Thomas (Exhorder), Dave Sweetapple e Asa Irons (Feathers).
La cosa divertente è che siamo mille miglia lontano dalle sonorità dei Dinosauri o dei lavori solisti di Mascis: si parla di rock imparentato con Mastodon e Black Sabbath. Un gran bel disco che ha il pregio di andare a scavare in un territorio impervio e riesce a fornire spunti nuovi.
by Lucalosvizzero e Convertino
MI AND L'AU - Mi and l'au [2006]
La loro storia alquanto anomala ha già fatto il giro del mondo, almeno di quello musicale. L'au(rent) è francese, Mi(ra) è finlandese; si conoscono a Parigi e si innamorano perdutamente l'uno dell'altra; per coronare l'idillio, ma anche per più prosaiche ragioni economiche, decidono di trasferirsi in una baita nel cuore della foresta finnica, circondati da alberi, neve e qualche lago.....
by Lixia
FRANK AND JOE SHOW - Submarine bus [2006]
Amici da tanto tempo, Frank Vignola e Joe Ascione realizzano un progetto acustico vecchio di 15 anni per fissare la loro "idea" della musica: senza tastiere, pianoforti o strumenti a fiato ma con percussioni, basso, batteria e voci. Frank Vignola suona una speciale chitarra "De Benedetti" mentre Joe un set di percussioni dove al posto del rullante usa un Djembe con le spazzole, ottenendo così suoni più chiari.
Il lavoro è stato realizzato dalla casa discografica Hyenarecords (produce prevalentemente antologie di jazz classico), che ha voluto proporre ai due la prima produzione indipendente, lasciando loro il compito di comporre l'album e concedendo il tempo necessario per realizzarlo; partecipazione importante quella di Janis Siegel dei Manhattan Transfer. Ora i Frank and Joe Show suonano settimanalmente in un piccolo locale di New York davanti a poche persone, proprio come per l'esordio della cantante Roberta Flack; il produttore Joel Dorn di lei disse: "questa ragazza è brava diventerà famosa"; vedremo se il risultato anche in questo caso sarà altrettanto positivo.
by Milestones
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